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16 bizzarri film di fantascienza da riscoprire secondo Cineblog

Cineblog vi invita a riscoprire 16 film di fantascienza strani e bizzarri che sono diventati dei cult del cinema di genere.

6 Luglio 2024 17:37

Fantascienza bizzarra e fuori dagli schemi al centro di questa nuova classifica di Cineblog, per chi cerca qualche titolo meno noto ma in grado di regalare intrattenimento e riservare qualche sorpresa.

Apriamo la classifica con Dark City, uno dei film più intriganti del regista del cult Il Corvo che ha influenzato classici del calibro di Matrix. In classifica anche titoli di alto profilo come Il quinto elemento di Luc Besson, pellicole diventate dei “cult” in seconda battuta e flop d’incassi e critica rivalutati con il tempo, vedi lo Zardoz con Sean Connery piuttosto che il “Buckaroo Banzai” anni ottanta.

Vi lasciamo scoprire gli altri titoli inclusi nella nostra speciale Top 16, composta da film di fantascienza per veri cultori del genere.

1. Dark City (1998)

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Questo neo-noir fantascientifico del 1998 è un intrigante gioiellino mistery diretto da Alex Proyas, e incorpora in sé alcuni degli elementi dark del precedente adattamento di Proyas del fumetto “Il Corvo”. Il film vede protagonista Rufus Sewell nei panni di uomo affetto da amnesia che, ritrovandosi sospettato di omicidio, tenta di scoprire la sua vera identità e riabilitare il suo nome mentre fugge dalla polizia e viene braccato da un misterioso gruppo noto come gli “Stranieri” che si scopriranno essere degli scienziati alieni impegnati in un esperimento.

  • Il film è un variegato mix di fonti d’ispirazione:i film noir degli anni ’40 e ’50 (in particolare Il mistero del falco ) il capolavoro Metropolis (1927), la serie tv Ai confini della realtà (1959) e l’anime Akira (1988).
  • Il film è stato un flop al box-office ma ha ricevuto critiche molto positive. In molti hanno notato alcune somiglianze e l’influenza di Dark City con la serie di film Matrix, il cui primo capitolo è uscito un anno dopo il film di Proyas. Il film è ora ampiamente considerato un classico di culto della fantascienza.

2. Nirvana (1997)

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Unico caso di moderna e ambiziosa fantascienza di produzione italiana che non si è più ripetuta. Il regista Gabriele Salvatores, premio Oscar per il film Mediterraneo, mette in scena un racconto cyberpunk interpretato da Christopher Lambert, Diego Abatantuono, Sergio Rubini e Stefania Rocca.

  • Il film include piccoli cameo di Silvio Orlando, Paolo Rossi, Bebo Storti, Valerio Staffelli e Claudio Bisio
  • Il film racconta la storia di un progettista di giochi di realtà virtuale, Jimi (Christopher Lambert), che scopre che il personaggio principale del suo gioco, Solo (Diego Abatantuono), è diventato senziente a causa dell’attacco di un virus informatico.
  • Salvatores, ha girato il film principalmente nello stabilimento dismesso dell’assemblaggio dell’Alfa Romeo al Portello, a Milano. L’intero posto è stato trasformato in questo set fantascientifico in cui vengono mostrati molti aspetti etnici della città (Dall’indiano al giapponese al cinese).
  • La donna blu con molte mani, un’immagine presente in tutto il film (e presumibilmente la copertina del gioco) è Kali, la dea indù del potere, del tempo, del cambiamento, della distruzione e della morte. La modella per Kali è stata la conduttrice televisiva Lisa Corna.

3. EXistenZ (1999)

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David Cronenberg trasforma un videogioco in un’esperienza carnale e sensoriale tramite consolle biotecnologiche con pod che si collegano a connettori inseriti chirurgicamente nelle spine dorsali dei giocatori. Cronenberg scrive la sua prima sceneggiatura originale dai tempi di Videodrome e crea un intricato mix di reale e virtuale che affascina. Come per la “Nuova carne” di Videodrome, Cronenberg ci trasporta in un mondo altro, dove l’esperienza di gioco ha riferimenti sessuali e crea dipendenza alla stregia di una droga psicoattiva.

  • Cronenberg per il film ha preso evidente ispirazione dal romanzo di fantascienza “Le tre stimmate di Palmer Eldritch” di Philip K. Dick e i suoi temi sulla realtà innestata e sull’alienazione, nel caso del racconto la cornice delle false realtà non è un videogioco, ma farmaci chiamati Can-D e Chew-Z.
  • Il film per la fusione tra uomo e macchina rievoca il Johnny Mnemonic con Keanu Reeves, a sua volta basato sull’omonimo racconto di William Gibson. Cronenberg però crea una propria versione della fusione uomo-macchina, lontana dal look freddo e hi-tech tipico del cyberpunk, ma fornisce connessioni biologiche ben tangibili con cavetti che ricordano cordoni ombelicali e porte che sembrano orifizi umani con riferimenti più o meno espliciti al body horror.

4. Stati di allucinazione (1980)

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Come recita il titolo originale, “Altered States“, questo classico della fantascienza a tinte horror, con un esordiente William Hurt, parla di stati di alterazione della coscienza, indotti in questo caso da deprivazione sensoriale in vasche di isolamento, sotto l’influenza di droghe psicoattive come mescalina, ketamina e LSD. Il regista Ken Russell da la sua impronta visionaria ad un film tanto bizzarro quanto intrigante che miscela horror psicologico, body-horror e viaggia sul filo della pseudoscienza.

  • La sceneggiatura scritta da Paddy Chayefsky e liberamente ispirata alla vita del neuroscienziato e studioso di delfini John Lilly, inventore della vasca di deprivazione sensoriale, è stata al centro di una disputa tra Chayefsky e il regista Ken Russell che ha quanto pare era spesso ubriaco durante le riprese e aveva definito Chayefsky come una “nullità”, e una persona “cattiva e sarcastica”. Il libro di Dave Itzkoff su Chayefsky, “Mad as Hell: The Making of NETWORK and the Fateful Vision of the Angriest Man in Movies”, racconta la realizzazione di Stati di allucinazione e afferma che Russell, opponendosi all’interferenza di Chayefsky, fece bandire lo scrittore dal set. Secondo quanto riferito, Chayefsky cercò di rimuovere Russell dalla regia, ma a quel punto il film era già a buon punto e lo studio aveva già sostituito un regista. Chayefsky definì Russell un “uomo meschino e ambiguo”.
  • La colonna sonora film composta da John Corigliano ha ricevuto una candidatura all’Oscar.

5. Zardoz (1974)

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Zardoz a mezza via tra fantasy e fantascienza, è ambientato su una Terra post-apocalittica scritto, prodotto e diretto da John Boorman e interpretato da Sean Connery e Charlotte Rampling. Raffigura un mondo butale in cui i barbari (Bruti) adorano l’idolo di pietra Zardoz mentre coltivano cibo per un’élite nascosta, gli Eterni. Il Bruto Zed interpretato da Connery, il cui compito è terrorizzare, schiavizzare e in alcuni casi sterminare l’inerme popolazione, un bel giorno decide di scoprire chi o cosa si cela dietro questa presunta divinità, ma la sua curiosità potrebbe costargli la vita. Boorman gira “Zardoz” prima del suo cult Excalibur e dopo un fallito tentativo di portare sul grande schermo Il Signore degli Anelli.

  • Il protagonista Zed in origine aveva le fattezze di Burt Reynolds, con cui Boorman aveva girato Un tranquillo weekend di paura, ma l’attore passò la mano per motivi di salute, pare che fosse stressato dai troppi impegni. A Reynolds subentrò Sean Connery che aveva una gran voglia di scrollarsi di dosso il ruolo di James Bond. il barbarico look di Connery in questo film rimane impresso e riesce, almeno in questa circostanza, a lasciarsi alle spalle smoking, Aston Martin e Martini.
  • Questa bizzarra Terra post-apocalittica è abitata da cinque gruppi identificabili: Bruti, Eterni, Rinnegati, Apatici e Sterminatori.
  • Il titolo è una fusione e contrazione di “Wizard di Oz”, il famoso personaggio di L. Frank Baum apparso nella sua serie di libri “Oz” girati in varie produzioni cinematografiche e televisive. La rilevanza del personaggio creato Baum ad un certo punto del film viene spiegata.
  • All’epoca della sua uscita il film fu stroncato dalla critica e attaccato dal pubblico; secondo quanto riferito le persone che uscivano dai cinema scoraggiavano gli altri in coda dall’andare a vederlo, il che contribuì anche al sonoro flop al botteghino del film. Tuttavia questo film è stato successivamente designato a film cult e nel 2007 Empire lo definì: “Un affascinante promemoria di come era la fantascienza cinematografica prima di Star Wars…”

6. Punto di non ritorno (1997)

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Il regista Paul W.S. Anderson (Resident Evil) negli anni novanta rivisita il filone horror delle “case infestate” portandolo nello spazio a bordo dell’infernale vascello scientifico Event Horizon. Anderson confeziona un classico della moderna fantascienza ibridata con l’horror interpretato da Sam Neill e Laurence Fishburne che rievoca le suggestioni demoniaco/infernali di autori come H.P. Lovecraft e le sue dimensioni parallele che portano alla follia, e Clive Barker e il suo Hellraiser, in un crescendo di visioni raccapriccianti e possessioni.

Dopo il successo al box-office del suo adattamento live-action di Mortal Kombat (1995), Anderson è stato inondato di offerte inclusa l’opportunità di dirigere il sequel Mortal Kombat: Annihilation nonché il primo film degli X-Men. Anderson preferisce virare sull’horror, così Paramount Pictures gli invia la sceneggiatura originale di Punto di non ritorno scritta da Philip Eisner.

La reazione iniziale di Anderson alla sceneggiatura, che prevedeva che la Event Horizon subisse una serie di infestazioni da parte di alieni “tentacolari”, dopo aver varcato la soglia del loro pianeta o “dimensione”, fu che somigliava sorprendentemente ad Alien (1979). Jeremy Bolt ci mise mano incorporando influenze significative di film horror come Gli invasati (1963) di Robert Wise e lo Shining (1980) di Kubrick, perché creavano suspense tenendo nell’ombra la presenza malvagia. Anderson ha anche affermato che il film di fantascienza Solaris (1972) è stato un’ispirazione per il film.

  • La sceneggiatura originariamente descriveva il trasferitore gravitazionale nella sala motori come una sfera nera liscia e informe, di 10 metri di diametro, sospesa a mezz’aria tra grandi bracci meccanici rotanti. Anche quella prima rappresentazione includeva sempre un buco nero stabile al suo interno (che la nave utilizzava come fonte di energia), invece di crearne brevemente uno temporaneo. Paul W.S. Anderson ha deciso di ridisegnarlo includendo cerchi intrecciati come omaggio alla scatola rompicapo di Hellraiser (1987).
  • Lo sceneggiatore Philip Eisner ha riconosciuto che Warhammer 40.000 ha influenzato la trama del film. Nell’ambientazione di Warhammer 40.000, le astronavi viaggiano per la galassia passando attraverso “il Warp”, una dimensione parallela dove è possibile viaggiare a velocità superiore alla luce, concettualmente simile all'”iperspazio” di Star Wars, ma che è anche abitata da spiriti demoniaci che possono infiltrarsi nella nave e possedere l’equipaggio se detta nave non è adeguatamente protetta. I fan considerano “Punto di non ritorno” un prequel non ufficiale di Warhammer 40.000, quando l’umanità scopre il Warp e apprende i suoi pericoli nel modo più duro.
  • Il film ha ispirato il videogioco Dead Space del 2008 per PC, PS3 e Xbox 360 e il numero 337 della serie a fumetti di Dylan Dog dal titolo “Spazio profondo”.

7. Guida galattica per autostoppisti (2005)

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Primo e per il momento unico adattamento della celebre serie di romanzi Guida galattica per gli autostoppisti dello scrittore britannico Douglas Adams, il cui intento era parodiare la saga di fantascienza Fondazione di Isaac Asimov. Da questo autore sono state tratte anche le serie tv Dirk Gently (2010-2012) e Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica (2016-2017).

“Guida galattica per autostoppisti” è uno spassoso e stimolante mix di fantascienza e commedia dai toni surreali che va oltre la semplice parodia, e costruisce un intero universo descritto a livello enciclopedico. Il regista Garth Jennings fa un lavoro meraviglioso, chi ha letto il materiale originale ne converrà.

  • Successivamente il regista Garth Jennings  si cimenterà solo con un altro live-action, Son of Rambow – Il figlio di Rambo (2007) prima di passare all’animazione con i film di Illumination, Sing (2016) e Sing 2 – Sempre più forte (2021).
  • Il film presenta un cast strepitoso che include Martin Freeman, Sam Rockwell, Mos Def, Zooey Deschanel, Bill Nighy, John Malkovich, Helen Mirren e Alan Rickman.
  • Bill Murray, Robert Downey Jr., Will Ferrell e Johnny Depp (un grande fan di Douglas Adams) furono presi in considerazione per la parte di Zaphod Beeblebrox. Ma dopo l’audizione di Sam Rockwell, il regista Garth Jennings lo ha scelto immediatamente.
  • Shada, il “planetoide” della prigione dei Signori del tempo, può essere visto sullo sfondo durante la scena della fabbrica su Magrathea. Doctor Who: Shada (1992) era una storia della serie tv Doctor Who scritta da Douglas Adams per la televisione e mai completata a causa di uno sciopero alla BBC.
  • Il film è stato apprezzato dalla critica e ha incassato oltre 100 milioni di dollari nel mondo.

8. Primer (2004)

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Primer è un film di fantascienza di stampo psicologico incentrato sulla scoperta accidentale del viaggio nel tempo. Si tratta di un film indipendente scritto, diretto, prodotto, montato e musicato dall’esordiente Shane Carruth che è anche coprotagonista insieme a David Sullivan. Il film è noto per il suo budget estremamente basso (7000$), la struttura sperimentale della trama, le implicazioni filosofiche e il complesso dialogo tecnico, che Carruth, laureato in matematica ed ex ingegnere, ha scelto di non semplificare.

  • Il film ha vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival e da allora ha guadagnato un seguito di culto.
  • Rian Johnson, regista del film di fantascienza Looper (2012), ha definito “Primer” il miglior film sui viaggi nel tempo di sempre.
  • Shane Carruth sul film: “Che si trattasse della storia del numero zero o dell’invenzione del transistor, due cose mi hanno colpito. la prima è che la scoperta che si rivela più preziosa viene solitamente liquidata come un effetto collaterale. Il secondo è che i prototipi non includono quasi mai luci al neon e cromature. Volevo vedere una storia più in linea con il modo in cui avviene la vera innovazione rispetto a quanto avevo visto prima nei film…”

9. Tetsuo (1989)

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Tetsuo: The Iron Man è un mix di body-horror e fantascienza diretto, scritto, prodotto e montato dal giapponese Shinya Tsukamoto. Il film è incentrato su un impiegato giapponese senza nome che si sveglia e trova pezzi di metallo che spuntano da varie parti del suo corpo. Mentre il suo corpo muta dolorosamente l’uomo è perseguitato da visioni di fantasie sessuali orientate al metallo. Man mano che l’uomo diventa costantemente un ibrido tra uomo e macchina, sviluppa una connessione con una vittima di un incidente stradale, che sta subendo una trasformazione simile.

  • Il film girato in bianco e nero è stato il primo lungometraggio di Tsukamoto dopo una giovinezza trascorsa creando cortometraggi e lavorando nel teatro sperimentale giapponese.
  • Le riprese si sono rivelate difficili con gran parte del cast e della troupe che hanno abbandonato la produzione e solo Taguchi e Tsukamoto sono rimasti ​​sul set per finire il film.
  • Dopo aver vinto il Gran Premio al Fantafestival in Italia, il film è cresciuto in popolarità in Giappone, diventando un best seller nell’home video per il cinema di nicchia.
  • Al di fuori del Giappone, i critici hanno paragonato il film al lavoro dei registi Sam Raimi, David Cronenberg e David Lynch, pur ritenendo che il film fosse difficile da analizzare.
  • Tsukamoto ha diretto un sequel/remake a colori intitolato Tetsuo II: Body Hammer e nel 2009 lo stesso Tsukamoto ha girato il terzo film della serie: Tetsuo: The Bullet Man.

10. Il pasto nudo (1991)

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Il pasto nudo è un dramma di fantascienza di stampo surrealista diretto da David Cronenberg e interpretato da Peter Weller, Judy Davis, Ian Holm e Roy Scheider. È un adattamento dell’omonimo romanzo di William S. Burroughs del 1959. Il film pur avendo ricevuto recensioni positive dalla critica, è stato un flop al botteghino, ma nel corso degli anni si è guadagnato lo status di cult.

  • Il film è pieno di personaggi basati su persone reali ed eventi della vita di Burroughs. Come Bill Lee, William S. Burroughs era un disinfestatore e tossicodipendente, che sparò accidentalmente a sua moglie durante una partita da ubriaco a “Guglielmo Tell”. Joan Lee è basata su Joan Vollmer, la moglie defunta di Burroughs. Hank e Martin, colleghi scrittori di Bill, sono Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Burroughs si trasferì in una sezione di Tangeri, in Marocco, conosciuta come “Zona Internazionale”, da qui “Interzona”. Tom Frost è basato su Paul Bowles, e Kiki era il nome di un giovane con cui Burroughs ebbe una relazione omosessuale a Tangeri, mentre scriveva “Pasto nudo”.
  • Peter Weller ha rifiutato il ruolo principale nel sequel di azione e fantascienza RoboCop 3 (1993) per apparire in questo film.
  • La sparatoria alla moglie dell’autore non è un incidente di fantasia. Il romanziere William S. Burroughs sparò accidentalmente alla testa a sua moglie Joan nel 1951 in Messico in una sfida a “Guglielmo Tell” che andò disastrosamente storta. La legge messicana all’epoca prevedeva che Burroughs scontasse solo tredici giorni di prigione per aver ucciso sua moglie.
  • David Cronenberg ha scritto la sceneggiatura su un computer portatile Toshiba durante il periodo in cui recitava nel Cabal di Clive Barker.

11. Pandorum – Universo parallelo (2009)

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Pandorum è un mix di thriller, horror e fantascienza diretto da Christian Alvart (case 39), coprodotto da Paul W. S. Anderson (Punto di non ritorno) e interpretato da Dennis Quaid e Ben Foster. Travis Milloy ha scritto la sceneggiatura da una storia di Milloy e Alvart. Il titolo del film è un termine gergale immaginario per una forma di psicosi nota come Orbital Dysfunctional Syndrome (ODS), causata dallo spazio profondo e innescata da stress emotivo, che porta a grave paranoia, delirio ed emorragia dal naso.

  • La storia era originariamente ambientata su una nave prigione chiamata Pandorum, che trasportava migliaia dei prigionieri tra i più letali della Terra su un altro pianeta; i cannibali cacciatorierano il risultato della degenerazione dei prigionieri. I personaggi interpretati da Antje Traue e Cung Le erano detenuti. Il personaggio di Ben Foster era un “non prigioniero” che non si fidava di nessuno.
  • Credendo che nessuno studio avrebbe voluto realizzare il film, Milloy ha pensato di realizzarlo come un film a basso budget girato in video in una cartiera abbandonata con attori sconosciuti. Tuttavia, ha attirato l’attenzione del regista Paul W. S. Anderson e di Jeremy Bolt che lo hanno prodotto con la loro Impact Pictures. I produttori hanno affidato la sceneggiatura al regista Christian Alvart che è rimasto colpito dalle somiglianze con un sua sceneggiatura intitolata No Where. La sua drammatica storia parlava di quattro astronauti a bordo di una nave di coloni che soffrono di amnesia. Alvart ha deciso di fondere insieme le due sceneggiature, e i produttori e Milloy sono stati d’accordo. Con la nave ora trasformata in una nave di coloni e ribattezzata Elysium, l’uso della parola “Pandorum” fu cambiata dal nome della nave ade un tipo di malattia mentale causata da un prolungato viaggio nello spazio profondo.
  • Il film è stato stroncato dalla critica e si è rivelato un flop d’incassi, ma ha guadagnato un seguito di culto nel corso degli anni. I fan hanno anche creato un gruppo su Facebook chiamato “Fans for a Pandorum Sequel” nella speranza di proseguire il franchise, il regista Christian Alvart e lo scrittore Travis Milloy si sono uniti al gruppo per supportare un sequel.
  • Ben Foster sul set ha insistito nel voler mangiare insetti vivi invece di mangiarne di morti o ancora usare effetti speciali per simulare l’azione.

12. Il quinto elemento (1997)

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Il quinto elemento di Luc Besson ci porta nel 23° secolo dove la sopravvivenza del pianeta Terra diventa responsabilità di Korben Dallas (Willis), un tassista ed ex maggiore delle forze speciali, dopo che una giovane donna (Jovovich) cade “letteralmente” nel suo taxi. Per raggiungere questo obiettivo, Dallas unisce le forze con lei per recuperare quattro pietre mistiche essenziali per la difesa della Terra contro l’imminente attacco di un’entità cosmica malevola.

“Il quinto elemento” è un pezzo unico di rara eccentricità, su schermo un mix di Guida galattica per autostoppisti e Doctor Who, il tutto virato in salsa “action” con digressione mistico/apocalittica. Questo film oltre che uno dei migliori di Luc Besson si piazza in una nostra ideale top 100 dei migliori film di fantascienza di sempre.

  • Besson ha iniziato a scrivere la storia che è stata poi sviluppata come “Il quinto elemento” quando aveva 16 anni e andava al liceo, ne aveva 38 quando il film uscì nei cinema.
  • Besson ha assunto i fumettisti Jean “Moebius” Giraud e Jean-Claude Mézières, i cui libri hanno ispirato parti del film, per la scenografia. Il disegno dei costumi è stato di Jean-Paul Gaultier.
  • La “Lingua Divina” parlata da Leeloo è stata inventata da Luc Besson, e ulteriormente perfezionata da Milla Jovovich, che ha avuto pochi problemi ad apprenderla e svilupparla, poiché parlava già correntemente quattro lingue. La lingua aveva solo 400 parole. Lui e Milla Jovovich tenevano conversazioni e si scrivere in questa pseudo-lingua.
  • Alejandro Jodorowsky e Jean ‘Moebius’ Giraud hanno citato in giudizio Luc Besson dopo l’uscita del film, sostenendo che aveva plagiato il loro fumetto The Incal. Giraud ha citato in giudizio Besson per 13,1 milioni di euro per concorrenza sleale, 9 milioni di euro di danni e interessi e il 2-5% dei ricavi operativi netti del film. Jodorowsky ha fatto causa per 700.000 euro. Il caso è stato archiviato nel 2004 sulla base del fatto che erano stati utilizzati solo “minuscoli frammenti” del fumetto e anche perché Giraud era stato assunto da Besson per lavorare al film prima che le accuse fossero mosse.
  • I meccanismi animatronici utilizzati per le maschere di Mangalore furono successivamente riciclati per i Neimodiani in Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999).
  • Milla Jovovich ha battuto oltre 3.000 donne alle audizioni per il ruolo di Leeloo.

13. Moon (2009)

Sam Bell (Sam Rockwell) è un’astronauta in missione sulla luna, da dove, con l’aiuto del suo computer Gerty, invia per tre anni alla Terra quantitativi di una risorsa energetica importante per il nostro pianeta. Verso il termine della sua permanenza sulla Luna, Sam ha un incontro ravvicinato che segnerà la sua vita.

  • Si tratta del primo lungometraggio del regista Duncan Jones, figlio di David Bowie, che poi dirigerà il thriller di fantascienza Source Code (2011), il fantasy Warcraft – L’inizio (2016) e nel 2018 un altro thriller di fantascienza Mute, che Jones ha definito un “sequel spirituale” di “Moon” (nel film viene mostrato in televisione un tribunale pieno di cloni di Sam che presentano il loro caso). Inoltre un terzo capitolo, una graphic novel dal titolo Madi: Once Upon A Time in the Future, è uscita nel 2020.
  • “Moon” ha fruito di un budget modesto (5 milioni di dollari)e ha incassato poco meno di 10 milioni di dollari in tutto il mondo, ma è stato ben accolto dalla critica che ha elogiato la performance di Rockwell. Il film ha vinto numerosi premi della critica e dei festival cinematografici, è stato nominato per il premio BAFTA per il miglior film britannico.
  • Kevin Spacey ha letto la sceneggiatura e ha accettato di dare la voce al computer GERTY, ma solo quando il film fosse finito e se gli fosse piaciuto. Avendolo adorato, ha registrato le sue battute in mezza giornata.
  • Inizialmente i realizzatori del film intendevano creare gli effetti speciali su un computer, con solo poche riprese del modulo. Dopo aver scoperto che sarebbe costato $ 500.000, sono tornati dai modellisti per chiedere quanto sarebbe costato creare gli ambienti con effetti pratici, e sono rimasti scioccati nello scoprire che sarebbe costato solo $ 47.000. Per risparmiare tempo e denaro, il team che ha creato gli effetti pratici ha trascinato alcuni dei paesaggi lunari sopravvissuti dalla serie tv Spazio:1999 fuori dal magazzino dei Pinewood Studios e li ha spostati a Shepperton dove sono stati rimodellati.
  • Il film fa diversi riferimenti al capolavoro di fantascienza 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick. GERTY ha un aspetto e un suono simili a HAL 9000. Hanno anche un punto simile: quello di HAL è rosso e quello di GERTY è blu. Questo film coreografa scene nello spazio al ritmo della musica classica, proprio come fece Kubrick.
  • Il film si apre con la frase “Where are we now?”, che è anche il titolo di una canzone del 2013 di David Bowie, il padre del regista.

14. PG: Psycho Goreman (2021)

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Psycho Goreman, è un mix di commedia horror e fantascienza di produzione canadese scritta e diretta da Steven Kostanski. Ha come protagonisti Owen Myre e Nita-Josee Hanna nei panni di Luke e Mimi, due ragazzini, fratello e sorella che resuscitano involontariamente un antico e mostruoso signore supremo extraterrestre esiliato sulla Terra (interpretato da Matt Ninaber).

Il film ha quel tipico look anni 80 alla Scuola di mostri ed è realizzato con effetti pratici e make-up speciale, a partire dal terrificante costume del mostro extraterrestre.

Due parole sul regista Steven Kostanski e la sua casa di produzione Astron-6. Kostanski ha diretto anche il piccolo cult Manborg, l’horror lovecraftiano Void in collaborazione con Jeremy Gillespie e la commedia horror Leprechaun Returns, ottavo capitolo del prolifico franchise horror lanciato nel 1993.

15. Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione (1984)

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Buckaroo Banzai il film fruirà di un romanzo sequel dallo sceneggiatore originale (2)
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Commedia d’azione e fantascienza di culto vede protagonista il Dr. Buckaroo Banzai, fisico, neurochirurgo, pilota collaudatore e musicista rock, che salva il mondo sconfiggendo una banda di alieni interdimensionali provenienti dal Pianeta 10.

  • Nel cast il Peter Weller di Robocop nei panni di Buckaroo Banzai, affiancato da John Lithgow, Ellen Barkin, il Christopher Lloyd di Ritorno al futuro, il Clancy Brown di Highlander, Jeff Goldblum e Dan Hedaya.
  • Il regista W. D. Richter è noto per i suoi crediti come sceneggiatore, ha scritto il remake Terrore dallo spazio profondo (1978), il Dracula di John Badham (1979), il Brubaker con Robert Redford (1980), Grosso guaio a Chinatown di John Carpenter (1986), l’adattamento cinematografico del racconto Cose preziose di Stephen King (1993). Richter dirigferà solo un altro film, il dramma fantascientifico Surgelati speciali aka Late for Dinner (1991), incentrato su due giovani, di cui uno bisognoso di cure mediche, che vengono congelati criogenicamente all’inizio degli anni ’60 e risvegliati trent’anni dopo.
  • Buckaroo Banzai presenta un plot da mal di testa per veri nerd che però ha spiazzato la critica e non ha funzionato al botteghino, meno della metà dei costi di produzione del film sono stati recuperati. Nonostante ciò “Buckaroo Banzai” nel corso degli anni è diventata una pellicola di culto adattata in libri, fumetti e videogiochi e il protagonista viene citato per nome e viene visto il suo abbigliamento tipico nel film Ready Player One di Steven Spielberg (nella scena il protagonista Parzival deve decidere come vestirsi per un incontro galante con Art3mis).

16. Turbo Kid (2015)

Turbo Kid è un film d’azione post-apocalittico scritto e diretto da François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell. Il film, una sorta di “RAD incontra Mad Max” segue le avventure di un adolescente fan dei fumetti diventato supereroe in una Terra post-apocalittica alternativa del 1997 dove l’acqua scarseggia. Fa squadra con una ragazza misteriosa e un cowboy che fa braccio di ferro per fermare un tirannico signore della guerra, interpretato dal veterano Michael Ironside.

  • Il film è basato su “T Is for Turbo”, episodio “T” nell’antologia horror di Ant Timpson The ABCs of Death.
  • Jean-Philippe Bernier è accreditato sia come compositore che come direttore della fotografia, una combinazione rara.
  • Quando a The Kid viene insegnato a combattere, gli viene detto di “Colpire per primo, colpire forte, senza pietà.”, che era il motto del dojo Cobra Kai in Karate Kid.
  • Il film ha ispirato un videogioco e un video musicale di Le Matos dal titolo “No Tomorrow”, che funge da prequel del film.

Fonte: Wikipedia / IMDb

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